Incontro interattivo su cabozantinib nel carcinoma renale metastatico (Trento, 6 ottobre 2026, 4,5 crediti). Valutazione critica dell'impiego in prima linea (nivolumab-cabozantinib) versus sequenza terapeutica, con lavoro di gruppo e confronto plenario sui criteri clinici decisionali.
Fonte dati per questo evento: Agenas. Evento organizzato da provider terzo. Smart ECM riporta dati pubblici dell'evento a scopo informativo e non è responsabile né del corso né dei contenuti, né ha accordi commerciali o di collaborazione con il provider.
Negli ultimi anni il trattamento di prima linea del carcinoma a cellule renali metastatico si è progressivamente consolidato intorno a regimi di combinazione basati sull'immunoterapia, in particolare doppio checkpoint immunitario e combinazioni tra inibitore di checkpoint e inibitore tirosin-chinasico. In questo scenario, la disponibilità di più opzioni attive ha migliorato gli esiti clinici, ma ha anche reso più complessa la scelta terapeutica, che non può essere guidata esclusivamente dalla significatività statistica dei singoli studi registrativi, ma richiede una valutazione integrata di rilevanza clinica, profilo del paziente, caratteristiche biologiche e cliniche della malattia, tossicità attese, qualità di vita e sostenibilità della sequenza terapeutica. Cabozantinib occupa una posizione peculiare in questo algoritmo. Da un lato, l'associazione nivolumab-cabozantinib ha dimostrato, nello studio CheckMate 9ER, un beneficio significativo rispetto a sunitinib in termini di sopravvivenza libera da progressione, sopravvivenza globale e tasso di risposta, con dati di follow-up a lungo termine che ne confermano il ruolo come opzione standard di prima linea nel carcinoma renale avanzato. Dall'altro lato, cabozantinib mantiene un razionale e un'evidenza di impiego anche nelle linee successive: lo studio METEOR ne ha documentato la superiorità rispetto a everolimus nei pazienti già trattati con terapia anti-VEGFR, mentre dati più recenti, come CaboPoint, contribuiscono a definire il suo ruolo come seconda linea dopo combinazioni contenenti inibitori di checkpoint. Questa duplice collocazione genera una domanda clinica rilevante: nei pazienti candidabili a una combinazione immuno-TKI, è preferibile utilizzare cabozantinib già in prima linea, sfruttando la robustezza dei dati di nivolumab-cabozantinib, oppure scegliere un'altra combinazione immuno-TKI e preservare cabozantinib come opzione di seconda linea? La risposta non può essere ricavata da confronti indiretti semplicistici tra studi né da una lettura isolata degli hazard ratio. Richiede invece un confronto critico tra strategie terapeutiche, considerando il rischio prognostico, il burden di malattia, la presenza di sedi metastatiche clinicamente rilevanti, la necessità di risposta rapida, le comorbidità, le preferenze del paziente, la gestione della tossicità e le opzioni realmente disponibili alla progressione. Inoltre, il fallimento di strategie di prosecuzione o rechallenge immunoterapico dopo progressione a un precedente inibitore di checkpoint, come emerso nello studio CONTACT-03 con atezolizumab più cabozantinib rispetto a cabozantinib da solo, rafforza la necessità di discutere le sequenze terapeutiche in modo pragmatico, distinguendo il valore del singolo farmaco dal valore della combinazione e dal contesto di linea in cui viene utilizzato. L'obiettivo formativo dell'incontro è quindi di favorire una valutazione critica e condivisa delle evidenze disponibili sul cabozantinib nel mRCC, con particolare attenzione alla trasferibilità dei risultati degli studi clinici nella pratica, alla rilevanza clinica degli endpoint e alla costruzione di strategie di sequenza coerenti con i profili dei pazienti. Attraverso un formato interattivo, i partecipanti saranno chiamati a identificare i parametri clinico-laboratoristici essenziali per orientare la scelta terapeutica e a discutere, in modo strutturato, i punti di forza e di debolezza di due strategie alternative: l'impiego di nivolumab-cabozantinib in prima linea oppure la preservazione di cabozantinib per la seconda linea dopo una diversa combinazione immuno-TKI.
Sala Convegni Grand Hotel Trento
Piazza Dante, 1, Trento
EMBI SERVICES
Provider
ID Provider: N° 1108
Città: Trento (TN)
Tipologia: Società, Agenzie Ed Enti Privati
Stato accreditamento: Standard - 1° Rinnovo
Orazio Caffo
Responsabile scientifico
Specializzazione: Oncologia
Struttura: Ospedale S. Chiara, Trento
Ruolo: Direttore U.O. Oncologia
Marco Maruzzo
Relatore
Specializzazione: Oncologia
Struttura: Istituto Oncologico Veneto, Verona
Giovanni Pappagallo
Relatore
Specializzazione: Epidemiologia Clinica
Struttura: Ospedale Sacro Cuore – Don Calabria, Negrar (VR)
Questo evento è accreditato per: Medico Chirurgo (Nefrologia, Oncologia, Radiodiagnostica, Radioterapia, Urologia).
Fonte dati per questo evento: Agenas. Evento organizzato da provider terzo. Smart ECM riporta dati pubblici dell'evento a scopo informativo e non è responsabile né del corso né dei contenuti, né ha accordi commerciali o di collaborazione con il provider.